Sebbene il Salone del Mobile non riservi uno spazio esclusivo dedicato ai serramenti, quella andato in scena nei giorni scorsi a Milano rappresenta una delle manifestazioni più attrattive ed interessanti per il mondo dell’arredo e del design a livello nazionale e internazionale.
    Un evento a cui non potevamo mancare per catturare stimoli, suggestioni, idee e scoprire le tendenze di quello che è un settore che, da sempre, contamina ed interagisce con quello delle porte.
    Nel nostro viaggio attraverso la Design Week tanti sono gli aspetti degni di nota che vale la pena, a nostro avviso, ricordare. A partire dal fatto che, con piacevole sorpresa, il 2019, anche nell’arredo, vede il ritorno del colore. Dopo un periodo piuttosto lungo in cui l’abitare si era contraddistinto per la preferenza verso le tonalità neutre, sempre più frequentemente designer e marchi di arredo propongono cromìe intense, originali che non passano inosservate. Abbiamo apprezzato!

    Omaggio a Leonardo Da Vinci

    L’edizione di quest’anno ha voluto omaggiare il grande genio del Rinascimento, Leonardo, a 500 anni dalla sua morte e ancor oggi considerato un punto di riferimento attuale per i designer e i progettisti. Due sono state le installazioni che lo hanno ricordato: all’interno della Conca dell’Incoronata abbiamo trovato AQUA. La visione di Leonardo un vero e proprio innesto architettonico sotto forma di grande specchio d’acqua al cui estremo uno schermo a led mostrava una finestra sulla Milano del futuro.
    Mentre al padiglione 24 della fiera ci siamo imbattuti in DE-SIGNO, un’opera immersiva capace di spiegare Leonardo ed il suo rapporto con il design italiano contemporaneo coniugando in modo coinvolgente ed emozionante i linguaggi del cinema e della scenografia teatrale.

    Il Fuori Salone

    Con i suoi oltre 1200 eventi, l’alter ego del Salone del Mobile ogni anno riesce a stupire addetti ai lavori e non. Tra le decine e decine di sollecitazioni, a noi è piaciuto, L’île de Serge con la designer interpreta l’universo dei materiali per l’arredamento outdoor con la sua oasi pop-up, completa di piscina piena di micro palline.
    Nel cortile di Palazzo Litta invece ci siamo immersi nel progetto dello studio cileno Pezo von Ellrichshausen: Echo Pavilion, una struttura specchiante che riflette all’esterno il colonnato per lasciare spazio alla contemplazione all’interno dove si ha modo di vedere solo una porzione di cielo.
    Abbiamo poi trovato d’ispirazione e molto attuale Ro Plastic-Master’s Pieces con cui Rossana Orlandi è riuscita a mettere assieme un dream team di designer e produttori per dimostrare come la plastica possa trovare una nuova vita in oggetti di grande impatto estetico, veri e propri pezzi da collezione, dagli arredi agli arazzi, passando per una chaise longue disegnata da Alessandro Mendini nel 2017.
    La chicca che ci ha commossi, dato l’argomento e non poteva essere così visto che proprio dalla Val di Fiemme proviene molto del legno che utilizziamo per le nostre porte, è stata l’installazione alla Statale di Milano creata da Piuarch e Nemo Monti, in cui degli alberi sradicati sospesi in aria volevano ricordare la foresta di Paneveggio, in Trentino, che tra il 29 e il 30 ottobre scorso, venne distrutta dal maltempo.

    …e la Triennale

    Presi dall’entusiasmo non ci siamo persi il nuovo Museo del Design Italiano alla Triennale di Milano, che ospita una selezione dei pezzi più iconici e rappresentativi del design italiano, parte dei 1.600 oggetti della Collezione di Triennale. Organizzata cronologicamente dal 1946 al 1981 e in esposizione permanente, è un viaggio attraverso la storia del design italiano.

    Abbiamo potuto osservare come il panorama del design sia sempre in grande fermento …e non mancheremo di fare tesoro di tutti gli spunti che ci siamo portati a casa.

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